Alla fine ho capitolato. Ho acceso il riscaldamento. Stavo andando in ipotermia e poi avrei dovuto mettermi maglioni a collo alto (alla Guccini per intenderci), e farmi crescere la barba che tanto non ho. Fuori il cielo è bianco, il gatto grasso voleva entrare ma ho paura che mi scagazza in giro. Poi ho già delle blatte, nel bagno, quando accendo la luce le vedo per qualche secondo e ripenso a Blattus... Comunque l'ho acceso, solo per oggi.
Wonder mi rimprovera subito. Non ha neanche aperto il cancello che mi sgrida per la sigaretta accesa.
"Stiamo andando ad allenarci, mica a comprare dei dischi... spegni quella sigaretta!"
La palestra è il paradiso del Cliffhanger metropolitano, un circolo di persone "easy", persino un po' frekettone, metri e metri di parete, all'aperto e al chiuso, inclinate e non.
"Io faccio mezz'ora di stretching, ma mi prendono tutti per il culo in quanto andrebbe fatto dopo. Mi danno del frocio ma me ne sbatto, ho dei seri guai alla schiena..."
Decido di fregarmene anche io e faccio come dice lui, del resto qui oggi è il capo. Lo stretching lo passo indenne, sono un tronco d'albero, ma alla fine un po' mi sciolgo. Facciamo degli esercizi più tosti, io mi doso che altrimenti arrivo spompato alla parete.
Wonder ha una sacchetta che si porta appresso dentro cui c'è una polvere bianca che ha un nome simile a mannite, ma ovviamente non è mannite e si chiama in un modo che non ricordo. Vabbè, è tipo gesso. Inizio la mia prima arrampicata laterale, non verso l'alto e subito mi rendo conto di quanto sia tosto questo sport. Non a caso nello spogliatoio, mentre mi cambiavo, c'erano due fasci di nervi che si mettevano anche loro in tuta. Cado un paio di volte, e anche cadere e divertente perchè ci sono i materassi e poi riesco a chiudere la mia prima parete. Wonder è un ottimo allenatore. Si arrampica che è un piacere, un ragno umano, a testa in giù, mi domando come faccia a vedere con tutti quei boccoli. A un certo punto da dei consigli a un vecchio, anche lui chiude la parete. Ci si consiglia molto in questo sport. E' individuale ma c'è spirito di squadra. Andiamo alle pareti alte, dove ci sono molti ragazzini che si allenano. Ovviamente Wonder ha un suo protetto, e non è il beachboy biondo con la ragazza anche lei ninfa delle rocce, o altri mini fenomeni, ma Blattus...
Blattus ha gli occhiali e una maglietta "Italia", un fisico anti sportivo, gambette bianchicce, guarda la parete sconfitto in partenza ma si applica. Un paio di prese e cade sempre. Wonder se ne sta imbambolato a fissarlo, rapito, estasiato, io guardo scuoto la testa e ripiego sulle minorenni. Bravissime.
"Dai smettila di fissarlo, non credo che Blattus abbia minimamente voglia di essere tuo amico, hai tutti quei tatuaggi..."
"Lo so Filì..."
Faccio le pareti alte, utilizzo muscoli finora mai utilizzati, gli avambracci per esempio stanno sul punto di esplodermi, ma stranamente provo una sensazione di godimento. Wonder mi consiglia dove mettere le gambe, le mani, doppia presa, cambia...
Poi smette di parlare, sicuramente sta guardando Blattus, io rimango appeso male e alla fine mi sfianco e cado nel vuoto.
"La smetti!"
"Guardalo com'è carino Blattus..."
Arrivano i mostri, i veri uomini ragno. Le pareti inclinate se le mangiano, sfidano la gravità, in genere sono bassi, i soliti fasci di nervi, i boccoli, qualche spinello se lo fanno...
Mi rifocillo con un Guaranito, le forze mi abbandonano, ma riesco a dosarmi e chiudere un altra parete. E' divertentissimo, ma dopo un po' non riesco più a muovermi. Beviamo un altro guaranito, facendo commenti in messicano maccheronico su Blattus... Wonder ha perso la testa per questo nerd pre-puberale. E' sempre sdraiato sul materasso adesso, che guarda gli altri con gli occhiali appannati e una strana smorfia. L'allenatore, un fresco che prende per il culo Wonder per il troppo stretching, gli si avvicina e gli domanda perchè non sia sulla parete.
"L'ho appena fatta, mi sto riposando..."
Noi lo stavamo osservando. Blattus sta mentendo. Ridacchiamo un po'. Wonder si decide a riprovare un'altra arrampicata, una D (che sta per difficile) anche se gli riesce molto difficile distaccarsi dal suo piccolo amico Blattus.
"Dai sù..."
Non la finisce per un pelo, vola giù sul materasso. L'uomo ragno gli dice dove ha sbagliato secondo lui. Wonder mi raggiunge sulla panca, le scarpette da arrampicata mi stanno uccidendo. Devono essere due misure più piccole, ma mi fanno un male cane.
"Filì, io guarderò anche Blattus, ma te accanna de guardà la ninfetta, avrà quattordici anni... lo so che..."
"E' molto brava..."
"In effetti lo è, mai come Blattus però, guardalo..."
Il poveraccio se ne sta ingobbito sulla parete, a mezzo metro da terra, scivola e finisce di faccia sul materasso. Sembra che non voglia rialzarsi più.
"Povero Blattus..."
Abbiamo speso molto. Passiamo in pescheria, mi compro una soglioletta. 5 euro, la soglioletta...
A casa di Wonder facciamo merenda, il tonno alla piastra, poi the e biscotti, famelici. Il mio amico mi mostra la maglietta che si mette quando va in montagna con gli amici del fratello, ad arrampicarsi per davvero. Loro tutti uomini veri, Wonder esibisce una maglietta striminzita, blu elettrico, con dei gattini e paiettes...
Non ho parole. Dice che il gatto è il suo animale totem dell'arrampicata, la maglietta è un vero colpo basso un po' quando mi dice che si ascolta Guccini e ora si interessa alle BR, che c'è uno strano potere nel maglione a collo alto.
"Smettila... Prima Guccini, ora questa storia della maglietta coi gattini... è troppo"
"Mi davano dell'impasticcato infatti..."
"Gli amici di tuo fratello? Ti credo..."
"La prossima volta ci abbino dei pantaloncini di pelle da bavarese..."
Decido di scappare, prima che si rimetta a parlarmi delle sue teorie su Blattus.
"Ah, la sogliola..."
"Bravo che te la sei ricordato..."
A casa guardo un video su youtube, su come sfilettarla. Viene una meraviglia, ma una volta eseguita l'operazione rimane ben poco. La faccio alla mugnaia. Ne mangerei altre sei, sono uno sportivo...

Questo cesso non è il peggiore di Scozia, ma a suo modo ha saputo spaccare...
OD, vomitate, dormite dentro il cesso dei panni sporchi con la doccia in mano, ma soprattutto...
Emià, su esci t'avemo sgamato...
Lo so, lo so, ma potete andà n'attimo fuori a vedè se ce stanno le guardie...

Altro che Mitchum, oggi in ufficio mi sento Toffolo, anzi Toffolissimo... in uniforme della Wermacht.
Nei corridoi si sussurra di una partita di calcetto... nerd contro dark. Mi metto le mani in faccia. Non mi invita nessuno. Potrei chiederglielo in veneziano, alla toffolo...
Non vedo l'ora di tornare a casa, per curare il mio prato all'inglese e dare da mangiare allo zombie Borg che tengo in garage. Ha il completino da tennis, la fascetta che gli tiene insieme il cervello, un ricordo di capelli lunghi... puzza però. L'ho sistemato su di un letto Hemdal dell'ikea, si dovrebbe sentire a casa. Alle 5 viene la Bertè a trovarlo. Lui ha provato a protestare, prima in inglese poi in un italiano maccheronico. Gli è caduta un paio di volte la mascella, io gliel'ho raccolta, ci ho dato una disinfettata e l'ho messa la' sul cuscino. Borg l'ha presa, si è girato (per pudore credo) se l'è rimessa e poi si è voltato per protestare sul fatto che venisse la Bertè.
"Tranquillo, mica vorrà ancora soldi..."
Lui ha annuito.
"Pure adesso che sei uno Zombi?!"
Ha annuito di nuovo.
Gli ho messo un braccio attorno alle spalle, sospirando comprensivo. Lui ha guardato il braccio, poi me, e zac ha morso l'aria perchè io ho ritratto l'arto di scatto.
"Senti, mi ha mezzo rotto il cazzo sta mascella che ti cade sempre, mo' te la fisso con del fil di ferro, ci dovrebbe stare da qualche parte..."
Borg ha messo su un espressione contrariata.
"Te la metto bene, il fil di ferro manco si noterà... che hai paura che la Bertè non ti trovi più affascinante?"
A quel punto si è imbufalito e ha iniziato a tirare le catene, slogandosi la spalla e facendosi uscire un occhio dall'orbita, per via dello sforzo.
"Non ti agitare sù... Ho deciso che la Bertè viene e basta. Non rompere più i coglioni. Io stavo soltanto comprando un letto Hemdal all'Ikea, quando siete arrivati te e quegli altri zombi famosi... gli Abba, Peter Stormare, Thomas Ravelli...
Borg si fa dare carta e penna e mi scrive un biglietto. Lo leggo ad alta voce...
"Eravate tutti testimonial dell'Ikea, ma siete stati morsi da uno strano cane. Il primo a essere stato morso è stato Ravelli, l'ex portiere della Svezia..."
"Senti Bjorn, ma chi c'è dietro a tutto questo? Lo sai? La cia, chi?"
"Come?"
"La Bertè? No, non può essere... Dai, che c'entra la Bertè con gli zombi... Dici che è colpa della Bertè! Vabbè, ne parlate quando arriva, vi lasci soli tanto..."
Dal garage si levano urla sovrumane, torno dentro e ci ficco uno stereo, lo metto a cannone sui Cramps. Borg si calma. Io mi preparo un panino. Suonano alla porta. Non sono nemmeno le cinque. Che sia già arrivata?
Guardo fuori dallo spioncino. E' Peter Stormare, (Abbruzzi di Prison Break), ha un visibile squarcio all'altezza del collo. Prendo la pala e apro la porta.
"Peter... Non ti ho staccato la testa all'Ikea? Quasi... Vuoi che te la rammendo?"
Ci penso su. Peter Stormare sembra molto più un tranquillo di Borg. Tiro fuori il fil di ferro e gli sistemo la testa, gli metto anche della lana di vetro nel collo.
"Perfetto..."
Stormare è contento, promette di non mordermi. Mi chiede se ho Sky...
"No Peter, ma giù in garage posso mettere un divano. C'è Borg, alle 5 viene Loredana Bertè, possiamo guardarli che litigano..."
Peter Stormare alza il pollice. Entriamo in cucina e gli lancio una lattina di birra. La apre, ma quando beve un po' di liquido gli cola dallo squarcio nel collo.
"Cazzo, non funziona. Quando se ne va la Bertè te lo sistemo meglio. Magari chiamo Bizar che è più pratico..."
Suona il campanello. Borg comincia a urlare.
"Peter vai alla porta, tanto è la Bertè, io asciugo il pavimento...
Potevamo esse na bella batteria...
Game dixit. Bizar e Undertaker scoppiano a ridere, menandosi pacche sulle spalle...
"E te che facevi Filì?" Fa il mollegiato.
Ci penso su anche io, per nulla convinto.
"Il biografo della banda..."
"Emiiiiiiiiiiii...."
E' dopo tanto esilio (nonché mental asylum) eccomi nel mio Berghoff a Colleverde, una prima notte senza acqua calda ne riscaldamento. Il mio unico vicino, e parliamo sempre di qualche km, è Carletto (aka il principe dei mostri). Quando vorrò una bara di frassino per me o per i miei nemici, saprò a chi rivolgermi...
Aspetto gli uomini della caldaia, un oscura Gestapo del gas... ma aspetto e spero, dunque faccio la mia prima puntata al bar di Colleverde. E' gestito da delle Paola e Chiara locali, dai modi spicci e di poche parole. La bionda è grossa davvero, perciò quando mi chiede cosa ho preso le dico la verità nemmeno mi avesse corretto il cappuccino con la scopolamina
"Un cappuccino, un cornetto e una ciambella..."
Oppure fare come il vecchietto scroccone di Amici Miei...
"Un cappuccino e un cornetto..." (forse diceva una brioche)
"E la ciambella?"
Giù un poderoso malrovescio. C'è il sole, sembra di stare in un paese, forse perchè è un paese. Anche se moderno. Molto.
Do' un occhiata per vedere se ci sia il giornale, mi accontento anche di un bel corriere dello sport, in assenza del messaggero, ma niente. C'è soltanto una rivista gossip che parla della donna/uomo del grande fratello e di Fabrizio Corona. Porca troia. Perchè le segui queste vicende, dovrebbero far entrare nella "casa" un licantropo e una donna barbuta...
La ciambella è pesante. Decido di lavarla giù con un succo alla pesca. Breakfast of Champions. Dillinger era un campagnolo... Hoover una checca.
Italiani in ungheria comprano mobili svedesi ascoltando musica cubana, per diverse ore. Mi viene in mente zombi ovviamente e allora immagino zombi svedesi, chessó un non morto vestito da Bjon Borg, marcio ovviamente, con la fascetta in testa tipo i Tenembaum (Alla Borg, appunto) ma senza Loredana Berté. Poi, al mattino, fuori da Ikea, forse ci ho dormito dentro e non me ne sono accorto... entro in un fumoso pub e ordino una limonata. Una lesbica con dei piercing mi parla in ungherese e io faccio la parte dell americano ritardato...
le-mo-na-de...
Giá, sembra strano ma strano anche é come una donna agressiva e poco attraente diventi subito una lesbica... Budapest, cercare le terme gheller, per spurgare, altro che flebo. In definitiva é uno strano posto. La mia limonata me la danno in fine, ma forse me la correggono di nascosto perché uscendo mi guardo in torno "Che ci fanno tutti questi negri a Budapest..."